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la lean transformation

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Oggi ci occupiamo di dare qualche indicazione sui concetti base della filosofia cosiddetta “lean”,  conosciuta anche come “Toyota Production System”, TPS, “lean transformation”, “lean thinking” ,  “produzione snella” o altri acronimi più o meno adattati da altre multinazionali o marchi celebri che hanno preso la filosofia produttiva del costruttore nipponico di autoveicoli e la hanno modificata applicandola ciascuno al proprio tessuto aziendale.

Diciamo innanzitutto che per definire con una buona approssimazione cos’è la “lean” forse bisogna definire prima cosa non è .

Innanzitutto sicuramente non è la soluzione per tagliare posti di lavoro o ridurre costi di magazzino.

Non è neanche la formula esoterica che permette ad un’azienda di risollevarsi se è in crisi di liquidità, di idee o di fatturato.

Infine, ahinoi, checché se ne dica non è quella attività che fa “ingrassare”  un consulente (o un’azienda che offre consulenza) che tiene al suo lavoro e alla soddisfazione del cliente.

Ma allora cos’è la “lean”?

Operativamente parlando la “lean transformation” è in effetti un insieme di operazioni e processi basati su delle regole empiriche, dei “principi”, formulati in seno alla Toyota a partire dall’immediato dopoguerra e sviluppati fino ai giorni nostri che, se bene applicati, permettono di ridurre lo spreco aziendale con l’obiettivo di azzerarlo, dove per spreco si intende qualsiasi azione o condizione del processo produttivo, visto nella sua interezza, che non aggiunge alcun valore per il cliente.

Abbiamo evidenziato il valore per il cliente perché questo è il nodo cruciale attorno al quale gira tutta la “lean”.

Tuttavia, poiché il tutto è basato su “principi”, cioè su assunzioni talvolta anche evidenti o a prima vista banali,  non possiamo parlare di un approccio esclusivamente procedurale. La “lean” è qualcosa di più. E’ uno stato mentale, una filosofia, un “habit”, quasi una religione, che ognuno all’interno di una organizzazione, a qualunque livello, deve sforzarsi di abbracciare allo scopo di ottenere il risultato.

E la “conversione” deve partire dal committee, dall’alto, come vedremo in seguito.

Prima viene il “credo”, cioè la convinzione e la condivisione di quello che si sta facendo. Solo dopo si potranno applicare le tecniche per ridurre gli sprechi.

A presto!

 

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